Vincenzo Medica   

Vincenzo Medica si è inventato, facendo di tutto. Già durante gli studi al Liceo Classico di Noto, amava frequentare artisti locali, gruppi teatrali e tecnici dello spettacolo, che lo incuriosivano e che gli presentavano sempre nuovi personaggi di passaggio. La cultura gli è servita per trovare un’identità, per arricchire il suo spirito libertario e per liberarsi dai tabù. Un percorso di ricerca, in continua evoluzione, senza clichè e senza traguardi, portato avanti con impegno e con entusiastica dedizione al gesto creativo, quale risposta ad una esigenza interiore. Ha frequentato la Facoltà di Architettura e contemporaneamente si è interessato di fotografia e cultura visiva in generale, ma decisivo è stato l’incontro all’università con Renato Nicolini (già Assessore alla Cultura di Roma), che spiegava il Barocco come intreccio fra tutte le arti.

La tesi di Laurea: Abitare, Lavorare, Svagarsi nella NOTO ANALOGA

Questo studio ha per oggetto un intervento di riqualificazione funzionale dell’area più importante di Noto, ed è legato alla fruizione di percorsi artistici e multimediali che meglio evidenziano la “civitas degli uomini”attraverso quella delle pietre. Dopo aver riconosciuto che è difficile per un architetto ammettere che un edificio, concepito come manufatto, “opera d’arte”, sia una realtà compiuta e non ulteriormente svolgibile, si vuole affermare che l’esperienza della progettazione fa vedere che non esiste alcun istante conclusivo, in cui tutta l’opera appaia perfetta. L’ipotesi di città analoga rilegge il momento della progettazione e ci indica che la complessità della cultura consiste nel suo carattere collettivo, ma soprattutto al sovrapporsi di funzioni in luoghi inizialmente deputati ad altri usi. Non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola: Architettura.

Quindi l’idea di analizzare l’Area Majoris Ecclesiae del centro storico di Noto, è partita dal riconoscimento che questo locus si sia formato grazie alla creativa cooperazione di artigiani/artisti/architetti che hanno impegnato insieme la loro volontà, la loro inventiva, la loro creatività nella nuova attività edilizia. Quindi si è voluto conferire all’edificio, alle soluzioni architettoniche e alla strada, un valore “universale”, che eliminasse le differenze tra i singoli elementi e riconducesse ad un’unità.

Sin da giovane diventa curatore dei Percorsi di NOTOrietà e capisce che ben presto l’arte, fatta solo di quadri e sculture, non sarebbe stata più una novità. Interagisce subito con enti pubblici e privati, tra i quali la Regione Siciliana, proponendo progetti avvenieristici di arte urbana e installativa, arricchiti sempre da una attenta ed elegante comunicazione.

Nel 2008 e nel 2009 si è occupato dell'allestimento scenico dell'Antico Mercato di Ortigia, nell'ambito della manifestazione Luci a Siracusa, in seno al Circuito del Mito, rassegna di spettacoli e manifestazioni artistiche d’eccellenza a carattere regionale, con la Direzione artistica di Franco Zeffirelli

Nel 2002 ha collaborato con Luca Ronconi per la realizzazione delle scenografie delle Tragedie Prometeo Incatenato, Le Baccanti e Le Rane, presso il Teatro Greco di Siracusa.

Nel 2003 organizza insieme a un piccolo gruppo di artisti locali, NotArte Festival, una grande open gallery di 600mq sulla via Giovanni XXIII di Noto, giunta adesso alla diciottesima edizione. NotArte all'inizio rifletteva un'idea per molti aspetti sorprendente e utopica, secondo la quale l'arte non doveva essere elitaria ma rispondere a un bisogno di bellezza, qualità e poesia comune a tutti gli uomini, di qualunque condizione sociale e livello culturale, all’idea di “un'arte comprensibile, umana ma soprattutto diretta e accessibile a tutti”

ALLESTIMENTO SCENICO DI SPAZI PUBBLICI (site specific)

Agli inizi del 2000 con la formazione artistica Castellino&Medica realizza un grande gruppo scultureo urbano in materiali vari, denominato Public Art Siciliana con la quale sposta l’interesse verso tematiche di impegno civile e installa i tredici personaggi in luoghi centrali di varie città siciliane, come custodi silenziosi che indagano, comunicano, tutelano, manifestano dissenso con la loro presenza, pongono domande, destano curiosità, suscitano dubbi sulla condizione umana, aprono contenziosi dialettici con un mondo sociale, artistico e culturale troppo spesso obsoleto e ripetitivo.

-I suoi lavori, basati principalmente sulla comunicazione, soprattutto nei suoi allestimenti riconoscibilissimi e nei vari episodi di arte urbana realizzati, utilizzano ogni sorta di mezzi e materiali, cose e persone, sfuggendo a classificazioni tematiche e stilistiche, ma sempre ricche di riferimenti a diversi modelli artistici. La sua integrità, la chiarezza delle idee, l’inventiva e la cura del dettaglio, si rispecchiano nelle sue creazioni multimediali, che sono spesso austere ma non estreme, contemporanee eppure senza tempo, rassicuranti ma non ascetiche, forti ma non angoscianti, eleganti ma non pretenziose, semplici ma non anonime.

-Numerose sue immagini, grafiche d’autore e installazioni sono state esposte in musei, palazzi storici, locali, gallerie esclusive e spazi pubblici italiani; soprattutto ha realizzato numerose importanti campagne pubblicitarie per istituzioni pubbliche e private.

Nel 2010 ha preso la qualifica di Direttore di Scena all’Inda di Siracusa E’ divenuto anche Direttore della fotografia cinematografica, attraverso la frequentazione di un workshop del Festival Enzimi, presso il Gasodromo di Roma, diretto da Ettore Scola

Studio Barnum rappresenta la prima galleria d’arte contemporanea del comprensorio Eloro, nell’ultimo lembo di Sicilia. Fondata a Noto nel 1999, è divenuta centro trainante di molte iniziative artistiche contemporanee e collabora con molti artisti e promotori siciliani e stranieri realizzando numerosi progetti culturali, artistici volti da un lato a portare sul territorio un’offerta artistica di qualità e dall’altro a far emergere i talenti nascosti, Da ricordare: Notorietà, Festa Nazionale della Musica, Eclisse Sonora, Aspettando il 2000, Visioni Allighieri, Ri-Sentimenti, Discesa/Ascesa, Identikit, Qualcosa di Rosso, Alta Tensione, Il Luogo della Luce, De Effigie Animi, Individual, Paper Moon, Sipari Urbani, Locus Amoenus, Effimera, Invito a Palazzo ecc.

- Strumento per rendere i suoi eventi più convincenti e sinonimo di successo: il cosiddetto Effetto Barnum.

Philippe Barnum, l’impresario del celebre circo americano dell’ottocento, al quale Vincenzo Medica ha dedicato il suo studio/atelier, soleva dire che i suoi spettacoli avevano tanto successo perché in essi si poteva trovare “qualcosa per ciascuno”: i numeri erano talmente vari che tutti trovavano qualcosa di loro gusto.

E’ stato Direttore artistico delle prime quattro edizioni della Festa Nazionale della Musica a Noto e inoltre dal 2008 al 2012 è stato Direttore artistico della Galleria comunale d’Arte contemporanea all’Ex Collegio dei Gesuiti di Noto, dove ha presentato quattro rassegne annuali, con una mostra al mese, permettendo una interessante circuitazione regionale di artisti e progetti culturali, per conto del Comune di Noto.

Da maggio a ottobre 2015, Vincenzo Medica con Studio Barnum, ha diretto i lavori per l’apertura al pubblico del Palazzo Rau della Ferla, creando un’allestimento unico nel suo genere, nelle 15 sale espositive del palazzo, denominate Stanze d’Artista, dove per tutta la stagione estiva si sono succeduti più di 50 artisti referenziati, con la partecipazione di 6 critici d’arte. Ha ottenuto pertanto una convenzione tra Studio Barnum, il Comune di Noto e il proprietario del palazzo, Giuseppe Zen.

In varie occasioni ha organizzato e coordinato vari progetti di Residenze d’Artista a Noto; la prima esperienza con il progetto internazionale EcoArt, si è evoluta con tanti altri interventi di artisti internazionalali per la città, che ancora ricorda le installazioni sull’impalcatura della cattedrale in restauro , di Zoltan Fazekàs, o le performance in via Silvio Spaventa di Magdalena Szyimanska e di Agnes Eszeny, fino alle residenze più recenti realizzate nei saloni di Palazzo Nicolaci di Villadorata, con Yves Bergeret, Francisco Benìtez, Francois Koltès, Nina Silverberg, Judyta Krawczyk,  ecc.

Nel 2018 è stato membro della Commissione cultura/mostre del Comune di Noto.

Dal 2017 ad oggi, promuove itinerari artistici nel centro storico della sua città, mettendo in rete palazzi e spazi pubblici, attraverso arte visiva, teatro, danza , musica e incontri. Da ricordare, Percorsi di NOTOrietà, Quadrilatero del contemporaneo, UpWards, NotoNobilis.

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