exhibitions   

Luoghi e tempi che si incontrano e si contaminano. Questo è il coagulo di intrecci, fra storia individuale e generale, locale e globale, temi politici ed esistenziali che parla e prende forma attraverso RI/SCATTI , progetto artistico di Francisco Benitez in mostra a Palazzo Nicolaci. 

 

Suggestioni e atmosfere dell’aristocrazia spagnola coloniale in Messico, le storie di un secolo, il XVIII°, che attraversando l’Oceano, dal Continente latino-americano arrivano all’Europa e alla Sicilia. A Noto. Un ponte ideale che riconnette, ricrea contesti e allarga il campo visivo e umanizza un tessuto storico e sociale, una pagina solo apparentemente voltata. 
La mostra di Benitez ha ora l’andamento di un intimo dialogo, ora quasi il ritmo narrativo di una saga familiare, un confronto fra l’artista e il suo passato con la complicità del visitatore e la vibrazione del luogo che lo ospita e che sceglie di modularsi attraverso più linguaggi, forme ed espressioni. Francisco Benitez: un artista che la città di Noto si onora di ospitare e che impreziosisce la proposta artistica e culturale di Effetto Noto 2015 
Ringrazio ancora una volta Studio Barnum per la qualità della sua presenza, l’attenzione e la cura dei luoghi e la grande professionalità nel campo dell’arte a Noto maturata nel tempo.

 

 

"L’Assessore alla Cultura - Cettina Raudino"

 

 

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Francisco Benitez:
RI/SCATTI

dal 05/07/2015 al 30/07/2015

 
Sergio Fiorentino
DASEIN

dal 18/07/2015 al 15/09/2015

«Un percorso articolato in quaranta opere di grandi dimensioni che rappresentano la grazia e l'armonia dei "Tuffatori", indagano la magia nascosta nei "Volti" e mostrano l'unicità enigmatica dei "Gemelli".

 

A Noto con "Dasein", termine preso in prestito dalla filosofia tedesca, Sergio Fiorentino racconta il suo "esserci" nel senso spaziale e temporale, il suo tentativo in divenire di analizzare il presente»

Sono i vari percorsi che si intrecciano nell'esistenza, la materia con cui sono fatti i sogni, i riferimenti del percorso artistico ed estetico di Sergio Fiorentino (Catania, 1973). Dopo la formazione accademica intreccia le più interessanti ricerche del design e della decorazione del XX secolo, per approdare ad un nuovo itinerario espressivo che lo porta nuovamente a dipingere e scolpire dal 2011 e ad esporre in varie mostre personali e collettive in sedi pubbliche e private. Per il progetto espositivo di "Dasein", a cura di Alberto Mattia Martini, la scelta è caduta su quaranta dipinti di grande formato dei tre cicli di "Tuffatori", "Volti" e "Gemelli", partendo dalle suggestioni della filosofia tedesca che molto ha dibattuto sul significato stesso di "Dasein". Ma, lontano da inutili sofismi, quella di Fiorentino è una scelta pienamente estetica, fatta di pura bellezza, di una bellezza del nostro tempo e fuori da esso. «Un realismo il suo, anzi un iperrealismo – ha scritto Anna Maria Ruta – che si applica soprattutto ai volti, in cui Sergio rivela la conoscenza e l’approfondimento di certa iper-ritrattistica contemporanea, che spazia su varie direzioni figurative e che attrae soprattutto molta giovane pittura di oggi. Il volto dettagliatamente zoomato diventa sua icona privilegiata: una sequenza di volti si squaderna nelle sue tele con un segno moderno, che evoca tuttavia stilemi classici per una predilezione plastica, per una volumetria carnosa, che echeggia la forma essenziale della scultura antica. I suoi volti sembrano manipolati dalla mano anziché dal pennello, come fossero di terracotta, di marmo, vere sculture dipinte. E non sono volti disumanizzati: sia che siano alla lontana espressionisti sia che siano più realistici appaiono subito emblema di una riconquista dell’uomo, di sé. Hanno quasi tutti gli occhi chiusi questi personaggi, occhi chiusi alla realtà degenerata, che si rifiutano di vedere, a cui hanno voltato le spalle, ma non definitivamente, perché vogliono mutarla questa realtà, non ignorarla o azzerarla: una denuncia silente e carica di attesa».

 

 

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Sergio Fiorentino DAISEN #1
Sergio Fiorentino DAISEN #2
Sergio Fiorentino DAISEN #3
 
Garjan Atwood:
Genesis

dal 16/05/2014 al 17/06/2014

Genesis. Il classicismo e l'estetica glam, la consapevolezza delle regole ma ripudio delle convenzioni. Una poetica definita in ogni sua produzione, dal videoclip al design, dalla digital art al character designer.

 

"Ci si deve nutrire di tutto… Essere curiosi di tutto."

 

Poliedrico, onnivoro, incline all’ibridazione e alla sperimentazione, Garjan Atwood riesce a coniugare come pochi artisti contemporanei classicismo ed estetica glam, rigore e ribellione, consapevolezza delle regole ma ripudio delle convenzioni, mantenendo comunque una poetica marcata e definita in ogni sua produzione, dal videoclip al design grafico, dalla digital art al character designer.

 

Il mondo dell’arte per Garjan Atwood sembra un grande palazzo con cento porte e mille finestre, ognuna affacciata su una dimensione completamente reinventata, non convenzionale, a volte apparentemente ostile, ma che seduce con un rituale grafico permeato da passione per il gotico e fascinazione per i sentimenti più estremi di bellezza e pathos, di amore e morte, di slanci dell’animo verso l’ignoto.

 

Le sue opere fotografiche eseguite con la meticolosa e paziente precisione di una miniaturista o addirittura di un maestro orafo, sono come l’alfabeto di un linguaggio segreto, di una mistica che osa profanare, nella sua bellezza più oscura ed estrema, anche il mistero ed il sacro.

 

Un insieme di suggestioni e stimoli che si incontrano, si scontrano e si fondono in un equilibrio che svela ed incanta; una poetica dell’immagine che seduce ed emoziona e che fa della mostra “Genesis” qualcosa di veramente unico e affascinante.

 

 

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© 2014/15

Noto (Siracusa), Via Silvio Spaventa 4 (96017), Italia - +39 3476390763

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