Sergio Fiorentino    

L’occhio chiuso ovvero I sognatori di Sergio Fiorentino

 

Non esercizi di pittura, ma creazioni vere, scaturite dalle riflessioni e dalle emozioni accumulate negli anni, che ad un certo momento hanno chiesto pirandellianamente al suo creatore di venir fuori, di emergere dal chiuso celato dell’inconscio e della stessa coscienza, per incarnarsi in immagini concrete, visibili, vive per se stesse.

 

Sergio Fiorentino, dopo una lunga pausa, che lo ha distolto verso altri versanti operativi, ha ripreso da poco a dipingere, ammaliato e coinvolto in una frenetica voglia di pennello. Non ne può più fare a meno ora, e con maggiore maturità di quando studiava all’Accademia di Catania con Franco Piruca, si esercita e crea contemporaneamente,  obbedendo ad una personale visione degli uomini e delle cose. Un realismo il suo, anzi un iperrealismo che si applica soprattutto ai volti, in cui Sergio rivela la conoscenza e l’approfondimento di certa iper-ritrattistica contemporanea, che spazia su varie direzioni figurative e che attrae soprattutto molta giovane pittura di oggi. Il volto dettagliatamente zoomato  diventa sua icona privilegiata: una sequenza di volti si squaderna nelle sue tele con un segno moderno, che evoca tuttavia stilemi classici per una predilezione plastica, per una volumetria carnosa, che echeggia la forma essenziale della scultura antica.

 

I suoi volti sembrano manipolati dalla mano anziché dal pennello, come fossero di terracotta, di marmo, vere sculture dipinte. 

 

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Anna Maria Ruta

© 2014/15

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